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li Elfi venerano
Kernunnos sopra ogni
cosa.
Egli viene
considerato il Padre
di ogni vita ed
energia, di terre e
mari, di cielo e
rocce.
La sua completezza
ha portato gli Elfi
a mutarne la visione
fino a considerarlo
un essere femmina e
maschio insieme, il
Padre e la Madre,
ricalcando il
concetto di
equilibrio e
di
interezza
elfico.
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Così come
esistono vita e morte,
cacciatore e preda, giorno e
notte, luce ed oscurità, elfi ed
elfe, terra e mare, fuco e gelo
e così come gli opposti se
coesistenti creano il perfetto
equilibrio, così come alla guida
del popolo vi è il Padre e la
Madre insieme o alternati, così
Kernunnos è il tutto, e
viene chiamato nella tradizione
elfica con il nome di
Ilùhe
(dall'antico elfico
i=il – lù=lui – he=lei).
Gli Elfi sanno che Kernunnos è
venerato anche da alcuni umani,
i più legati alla terra ed alla
natura, ma sono convinti di
essere i soli a conoscerne
appieno le due facce e di
rispettarne l’eterno ciclo di
vita e morte.
Ilùhe è il punto di
partenza del tutto per ogni
Elfo, da esso infatti deriva la
vita, l’energia prima che spinge
ogni cosa e fa muovere le
esistenze.
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Le Tre Entità |
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Ilùhe ha in sé tre Entità
primordiali:
la Forza
la Conoscenza
l’ Eternità
Su questo
concetto viene basata l’intera
vita elfica che infatti
storicamente si è sempre
suddivisa in tre parti, chiamate
le
Tre Vie. Su questi
capisaldi sono state fondate dai
Padri le Congreghe, somma
dell’interezza e perfezione di
Ilùhe.
La
Forza nell’antica
tradizione viene esaltata dalla
Congrega della Difesa.
La
Conoscenza da quella
della Sapienza.
L’Eternità
da quella della Spiritualità.
Secondo
gli Elfi
Ilùhe che è l’inizio di
ogni cosa, ha dato, nel
principio dei tempi, la spinta
per la nascita di tre altre
divinità che di lui sono figli o
derivati. Alcune correnti
filosofiche elfiche vedono le
tre divinità come inscindibili
da
Ilùhe, ognuna di essere è
parte di esso ed insieme
ricostituiscono l’interezza.
An
viene
considerato
il
figlio
della
Forza.
In
sé
giustizia,
coraggio,
benevolenza
coesistono
generando
la
forza
che
caratterizza
ogni
azione
giusta,
ogni
pensiero
illuminato.
Dana
è la
figlia
della
Conoscenza.
Le
sue
arti
magiche
e
musicali,
i
pensieri
e i
canti
scatenano
le
forze
naturali
che
si
insinuano
nelle
menti,
nell’aria
e
divengono
indomabili
e
valido
strumento
per
contrastare
il
male.
Daerthor
(grande=daer
–
aquila=
thor)
è il
figlio
dell’Eternità.
La
Grande
Aquila
bianca
che
solca
i
cieli
e
descrive
i
confini
delle
terre.
L’eterno
pellegrino
che
guida
gli
Elfi
da
un’era
all’altra,
conservando
storia,
tradizione
e
immortalità.
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An, Dana
e Daerthor sono i tre Déi che
gli Elfi considerano Luminosi e
venerabili. Ad essi vengono
consacrati giovani sacerdoti che
spesso, nel percorso spirituale,
partendo da uno riescono in fine
ad abbracciare l’interezza, il
Sommo,
Alùhe.
I Sacerdoti di Alùhe vengono
chiamati
Galadh quando divengono
completi nel percorso
spirituale, le altre razze li
chiamano druidi ed associano a
Kernunnos i seguaci della
natura.
I sapienti, gli studiosi delle
arti arcane, delle arti
musicali, i grandi conoscitori
delle parole e dei poemi,
dedicano molto tempo al culto di
Dana così come spesso i
difensori armati del regno
rivolgono preghiere ad An.
Tutti però riconoscono in Ilùhe
la somma di ogni potenza, così
come i maghi e gli stregoni
sanno di ricevere da esso il
dono di interferire con le forze
da Ilùhe stesso create, così
come i musici sanno di scatenare
le forze grazie ai suoni donati
da Ilùhe, così gli elfi che
usano le armi e l’agilità del
corpo sanno di accogliere in sé
la forza della natura stessa che
dispensa morte e protegge, crea
vita e scatena cataclismi.
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La Simbologia |
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Ilùhe
viene rappresentato con un
grande albero frondoso e dalle ramificate radici
all’interno di un triangolo ai cui vertici vi
sono:
Il
maestoso cervo:
simbolo di Forza, Terra e di An

L’elegante
serpente marino: simbolo di Conoscenza,
Acqua e Dana

La indomita
aquila bianca: simbolo di
eternità, Aria e di Daerthor

Ilùhe
diviene quindi somma dei tre elementi Terra,
Acqua ed Aria ed egli stesso diviene Fuoco che
tutto può distruggere o creare.
L'albero che affonda le radici nella terra, si
nutre di acqua e aria, vive di luce e muore col
fuoco.
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